bergamotto puro naturale

bergamotto puro naturale

Nell’ambito della commercializzazione del bergamotto, tra i sottoprodotti il succo, nei confronti dell’eccellenza ha un posto con soglia di attenzione da parte del consumatore alta. In effetti il succo di bergamotto viene richiesto dai consumatori per la attitudine a contrastare il colesterolo, trigliceridi e glicemia. I composti polifenolici presenti nel succo e albedo del bergamotto sono presenti e fruibili solo nella realizzazione di succo di bergamotto puro naturale, nulli o quasi nei succhi realizzati da concentrato.

Indicazioni per riconoscere il succo di bergamotto puro naturale.

I succhi realizzati da concentrato hanno una corposa presenza di solfiti e sorbato di potassio.

Anche la dicitura in etichetta, come da legislazione deve contenere il termine “succo di bergamotto puro naturale” o “succo di bergamotto da concentrato” inserendo poi la percentuale di composizione, di solito si trovano al 100%.

certificato di eccellenzaIl bergamotto puro naturale, succo, è ben evidente anche visivamente, appare nella struttura simile per consistenza e colore al succo di pera, spesso è tendente al marrone chiaro, è ambrato/ocra. Niente di limpido e colorazioni intorno al giallo/verde.

Tra le aziende che producono bergamotto puro naturale, c’è la AICAL con il marchio commerciale BERGASTEROL, un succo di alta qualità con certificato di filiera jonica reggina, oltre che di eccellenza.

Il bergamotto puro naturale, si può produrre solo nei mesi di presenza dell’agrume fresco, ovvero da novembre a marzo, quindi anche la data di imbottigliamento ha una sua valenza come indicatore di qualità e di differenza tra bergamotto puro naturale e bergamotto da concentrato.

Il succo di bergamotto da concentrato, lasciato a riposo per qualche tempo tende a stratificarsi, evidenziando l’acqua aggiunta presente nella composizione.

L’eccellenza del Bergasterol è certificata dal nostro Ente. il link: bergamotto puro naturale

 

Tè al bergamotto e colesterolo.

Abbiamo letto in alcuni testi in internet consigli di consumo di bergamotto per la cura del colesterolo sotto forma di Tè, perché è noto che l’ingrediente chiave del celebre Earl Grey è proprio l’olio estratto dalla scorza del frutto di bergamotto.

Ok, ma gli studi effettuati non hanno utilizzato la scorza del bergamotto, ma il succo. Per questo nello scegliere questa soluzione per curarsi è bene stare attenti sulla composizione dello stesso tè.

Attualmente un solo prodotto di eccellenza a nostra conoscenza si trova reperibile sul mercato che utilizza la base del tè con il succo di bergamotto. http://www.tipical.it/prodotto/te-al-bergamotto/

Confermando che l’assunzione di tè al bergamotto (Tè + succo) è una soluzione per il colesterolo, in casi di necessità di soluzioni più drastiche e veloci, è consigliabile l’assunzione di bergamotto puro, il Bergasterol:  http://www.bergasterol.it   è un succo puro al 100%, eccellenza calabrese con tanto di tracciabilità “Originale Calabrese”

Riportiamo di seguito un testo che  viene spesso riprodotto per avvalere l’assunzione del bergamotto per il colesterolo:

“ Le statine sono i farmaci più utilizzati per controllare i livelli di colesterolo; non funzionano però su tutti gli individui, e per giunta un recente studio effettuato al George Centre for Healthcare Innovation presso l’Università di Oxford ha messo in luce come le statine non siano in grado di prevenire la formazione di coaguli nel sangue, che si trasformano nei casi più gravi in trombi. Inoltre, le statine hanno effetti collaterali e indesiderati su molti individui, oltre a non essere sempre efficace contro il colesterolo LDL, cioè quello “cattivo”. Per questo motivo da anni la ricerca scientifica studia un’alternativa alle statine, e forse l’ha finalmente trovata nel frutto del bergamotto.

Uno studio condotto dall’ Università di Cosenza ha infatti messo in risalto le qualità di questo incredibile agrume, molto utilizzato nel campo dei cosmetici e dei profumi, per la sua fragranza così accattivante. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica International Journal of Cardiology, ha coinvolto 237 persone, invitate a consumare una volta al giorno e per un mese di seguito il frutto del bergamotto.

Dopo 30 giorni il livello di colesterolo LDL dei volontari si era ridotto in media del 38%; inoltre, il colesterolo HDL, cosiddetto “buono”, era invece in crescita. I benefici del bergamotto potrebbero essere grandi anche per i malati di cuore, che potrebbero ridurre l’assunzione di farmaci aumentando invece il consumo di bergamotto.”

Di solito si conclude con l’indicazione del tè all’aroma di bergamotto, ma adesso siete più informati e sapete che il tè funziona se associato al succo.